Teatro Senza Confini

L’intreccio di culture e la conoscenza di percorsi di vita di uomini, donne e bambini in viaggio, con le loro difficili storie di migrazioni, le loro intense testimonianze intrise di memoria e voglia di ricominciare, producono un valore da costruire e mettere in scena.

La diversità, concepita come risorsa umana e strumento di arricchimento culturale, prende vita sul palcoscenico dei Comuni del Chianti.

“Teatro senza confini” è uno dei primi progetti italiani selezionati e sostenuti dallo Stato. Uno spazio di incontro e di integrazione che ha permesso all’Unione comunale del Chianti Fiorentino e il Comune di San Casciano di ottenere un finanziamento ministeriale e conquistare la nona posizione nella graduatoria nazionale.

L’occasione è data da uno specifico bando indetto dal Dipartimento per le Pari Opportunità – Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni razziali, che favorisce la promozione di azioni positive volte a favorire il contrasto a situazioni di discriminazioni etnico-razziali mediante l’arte, la cultura e lo sport.
Sperimentare nuovi linguaggi e indagare l’esperienza umana, promuovere processi di accoglienza attraverso la comunicazione teatrale sul palcoscenico della creatività e del superamento dei confini.

“L’idea di narrare in scena le storie e il vissuto dei profughi e dei migranti ospiti del nostro territorio – commentano le assessore alle pari opportunità di San Casciano e dell’Unione comunale Consuelo Cavallini e Giulia Casamonti – è alla base del nostro progetto che scommette sulla realizzazione di un percorso teatrale e sulla messa in scena di uno spettacolo itinerante di corti teatrali sul tema delle migrazioni destinato a coinvolgere attori professionisti e non, cittadini italiani e stranieri coinvolti attraverso il linguaggio e la tecnica del teatro azione che, privo di un copione, si basa sul racconto condiviso di un’esperienza e sulla partecipazione del pubblico”.

Nella realizzazione del progetto avranno un ruolo di primo piano le associazioni del territorio che lavorano da anni sui temi dell’immigrazione e i gestori dei centri di accoglienza.

“Le fasi  – proseguono – attraverso le quali si articola il piano di lavoro sono tre: in prima istanza individueremo gli stranieri interessati a raccontare le loro storie di vita e a produrre materiali attraverso tecniche specifiche, poi selezioneremo gli aspiranti attori che comporranno il cast insieme agli attori professionisti, la terza e ultima fase è la realizzazione dell’opera, prevista a febbraio”.

Il progetto si avvarrà della tecnica del Teatro Azione per dare avvio ad un percorso laboratoriale finalizzato alla costruzione dell’opera che si sviluppa come intervento artistico e sociale.

“Nella costruzione dell’opera – continuano – volta a stimolare percorsi di integrazione dei migranti, a favorire l’incontro tra culture e offrire ai cittadini occasioni di scambio e di confronto, i partecipanti si formeranno come attori di teatro e attori, protagonisti di progettualità sociale”.

Oltre ai professionisti, lo spettacolo sarà incentrato sull’interpretazione di attori non professionisti con percorsi di vita legati all’immigrazione.

“Riserveremo una particolare attenzione – concludono –  ai giovani, stranieri e non e ai richiedenti asilo, ospiti delle strutture del territorio. I migranti ospiti nei territori di San Casciano e dell’Unione dei Comuni di Barberino e Tavarnelle sono circa una settantina”.

Tra le associazioni partner ci sono la Consulta degli stranieri di Tavarnelle, l’associazione Cittadini Insieme, Arca Azzurra e Laboratorio Amaltea di San Casciano. Collaboreranno anche la Misericordia di Tavarnelle e Barberino che dal 2015 gestisce 28 migranti al Centro di accoglienza di Sambuca e Oxfam Italia che, sempre dal 2015, gestisce a San Casciano un centro di accoglienza che ospita 30 richiedenti asilo ospiti sul territorio comunale, e Mezcla, un’associazione nata sul territorio sancascianese per promuovere progetti giovanili di scambio e integrazione multiculturale.